La Casa degli Organizzatori Italiani
Dagli Anni '70 in avanti e fino agli anni '90 , l'Italia ha vissuto un periodo di profondi cambiamenti che ha coinvolto le grandi imprese presenti sul territorio nazionale. Diversi studiosi, consulenti e formatori hanno partecipato allo sviluppo di questi cambiamenti. Un grande contributo essi lo hanno trovato soprattutto nelle pubblicazioni effettuate da studiosi e consulenti che operavano negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia. La gestione dei processi di cambiamento realizzati "sul campo" ha pure prodotto un know how nazionale sullo sviluppo organizzativo e sull'organizzazione del lavoro.
In questa sezione del sito vogliamo ricordare le persone con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare, confrontarci e crescere. Ci sembra che ciò costituisca un patrimonio che non possiamo dimenticare e che può essere ancora utile ad affrontare i cambiamenti che dobbiamo continuare a realizzare adattando e innovando le metodologie che abbiamo imparato ad utilizzare.
Preghiamo i nostri lettori di alimentare questo spazio assieme a noi.
In questa pagina citeremo i nomi e una breve sintesi dei personaggi con cui abbiamo lavorato. Per ciascuno di essi possiamo apre uno spazio specifico più ampio anche sulla scorta della Vostra partecipazione.
Se la risposta sarà positiva potremo costruire "La casa degli Organizzatori Italiani" dove potremmo anche raccogliere e rendere visibile chi erano i personaggi che hanno dato un grande contributo allo sviluppo organizzativo delle Imprese Italiane in quegli anni, cosa hanno scritto circa le esperienze maturate, cosa hanno contribuito a realizzare per il bene comune.
Chi ha, dunque, libri, racconti, filmati, foto, interviste, articoli di giornale, non li butti via. Li conservi!
Cercheremo degli spazi a Roma per costruire "la Casa" così come è stato fatto per "Casa De Gasperi" che ha ottenuto il Marchio del Patrimonio Europeo.
In questa sezione del sito vogliamo ricordare le persone con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare, confrontarci e crescere. Ci sembra che ciò costituisca un patrimonio che non possiamo dimenticare e che può essere ancora utile ad affrontare i cambiamenti che dobbiamo continuare a realizzare adattando e innovando le metodologie che abbiamo imparato ad utilizzare.
Preghiamo i nostri lettori di alimentare questo spazio assieme a noi.
In questa pagina citeremo i nomi e una breve sintesi dei personaggi con cui abbiamo lavorato. Per ciascuno di essi possiamo apre uno spazio specifico più ampio anche sulla scorta della Vostra partecipazione.
Se la risposta sarà positiva potremo costruire "La casa degli Organizzatori Italiani" dove potremmo anche raccogliere e rendere visibile chi erano i personaggi che hanno dato un grande contributo allo sviluppo organizzativo delle Imprese Italiane in quegli anni, cosa hanno scritto circa le esperienze maturate, cosa hanno contribuito a realizzare per il bene comune.
Chi ha, dunque, libri, racconti, filmati, foto, interviste, articoli di giornale, non li butti via. Li conservi!
Cercheremo degli spazi a Roma per costruire "la Casa" così come è stato fatto per "Casa De Gasperi" che ha ottenuto il Marchio del Patrimonio Europeo.
Federico Butera
Tratto dal suo Curriculum pubblicato su https://irso.it/federico-butera/
Alcuni libri scritti da Federico Butera:
"La sua carriera manageriale e imprenditoriale inizia alla Olivetti nel 1962, dove nel 1968 diviene Direttore del Centro di Sociologia e Studi sull’Organizzazione, succedendo a Luciano Gallino. In questa responsabilità ha suscitato e accompagnato il programma di change management che la Olivetti avviò nel passaggio dalla meccanica all’elettronica che dette luogo fra l’altro alla nascita delle isole di produzione.
In quegli anni inizia una intensa presenza internazionale. È stato membro dell’”Executive Committee dell’International Council for Quality of Working Life” dal 1972 al 1980 insieme a E. Trist, F. Emery, L. Davis, E. Thorsrud e altri. È stato poi Chairman del “Committee Social Effects of Automation” dell’IFAC International Federation of Automatic Control). Iscritto all’AIS (Associazioe Italiana di Sociologia) ha preso parte a diversi eventi dell’International Sociological Association e dell’EGOS.
Lasciata la Olivetti, nel 1975 fonda e dirige l’Istituto RSO (poi IRSO) Dalla radice dell’Istituto sono sorte alcune società di consulenza italiane (RSO, MAIN, Core Consulting, Butera e Partners ).
In quegli anni inizia una intensa presenza internazionale. È stato membro dell’”Executive Committee dell’International Council for Quality of Working Life” dal 1972 al 1980 insieme a E. Trist, F. Emery, L. Davis, E. Thorsrud e altri. È stato poi Chairman del “Committee Social Effects of Automation” dell’IFAC International Federation of Automatic Control). Iscritto all’AIS (Associazioe Italiana di Sociologia) ha preso parte a diversi eventi dell’International Sociological Association e dell’EGOS.
Lasciata la Olivetti, nel 1975 fonda e dirige l’Istituto RSO (poi IRSO) Dalla radice dell’Istituto sono sorte alcune società di consulenza italiane (RSO, MAIN, Core Consulting, Butera e Partners ).
Lui è stato una guida iniziale per il lavoro di organizzazione del lavoro condotto in Italsider. Io ero coinvolto nei processi attivati a Bagnoli assieme ai miei colleghi con cui componevamo il GIO (Gruppo di innovazione organizzativa). Altri colleghi: Lucio Rouvery, Sergio Micheli, lavoravano a Genova. Quando facevamo gli incontri di coordinamento non poteva mancare di considerare ciò che Federico aveva scritto sul libro: "Frantumi ricomposti" . Poi alcuni di loro hanno lasciato l'azienda e sono confluiti nella RSO che lui ha costituito.
Quando sono andato a lavorare in Aeritalia e ho potuto portare alcuni ricercatori dell'Italsider con me e collocarli nelle Divisione di Napoli e di Torino dell'Azienda, ho avuto il piacere di averlo come docente per alcuni programmi formativi che sono riuscito a organizzare in Azienda per il management.
In quel periodo ho avuto anche il piacere di scrivere un capitolo di un suo libro: “Progettazione organizzativa”, edito da Franco Angeli nell’85.
Purtroppo Federico ci ha lasciati il 10 febbraio del 2025. Quando sono andato a lavorare in Aeritalia e ho potuto portare alcuni ricercatori dell'Italsider con me e collocarli nelle Divisione di Napoli e di Torino dell'Azienda, ho avuto il piacere di averlo come docente per alcuni programmi formativi che sono riuscito a organizzare in Azienda per il management.
In quel periodo ho avuto anche il piacere di scrivere un capitolo di un suo libro: “Progettazione organizzativa”, edito da Franco Angeli nell’85.
Alcuni libri scritti da Federico Butera:
- Affrontare la complessità. Per governare la transizione ecologica
- L'orologio e l'organismo nella grande Impresa Italiana
- Organizzazione e società
- Il castello e la rete
- Frantumi ricomposti
Domenico De Masi
Domenico De Masi
Mimmo, per gli amici, è nato il 14 febbraio 1938 a Rotello, in Molise, e ci ha lasciato il 9 settembre 2023.
da: https://www.domenicodemasi.it/biografia/
Le competenze professionali di De Masi, attinenti soprattutto alla sociologia del lavoro e delle organizzazioni, abbracciano ambiti che vanno dal mercato del lavoro alla struttura organizzativa, dalle strategie aziendali alla motivazione individuale, dal telelavoro alla qualità dei prodotti e dei servizi, dai gruppi creativi all’etica, all’estetica e al clima nelle organizzazioni.
De Masi ha iniziato a lavorare subito dopo la laurea come assistente di sociologia all’Università Federico II di Napoli e come ricercatore presso l’Italsider di Bagnoli per conto del centro studi “Nord e Sud”. Ha continuato nella doppia corsia accademica e manageriale fino agli anni Settanta, quando i due percorsi divennero incompatibili e De Masi optò per l’Università.
Il rapporto con il mondo aziendale e sindacale, imprescindibile per l’insegnamento di Sociologia del Lavoro, continua tuttora attraverso attività di ricerca, consulenza, formazione e comunicazione.
Le tappe principali di questo percorso lavorativo sono: lo stabilimento siderurgico Italsider a Bagnoli; l’azienda metalmeccanica Cmf del gruppo Finsider a Milano, Bergamo e Livorno; il centro Ifap per la formazione manageriale del gruppo Iri a Roma; la Società S3.Studium sempre a Roma. Innumerevoli sono stati i rapporti professionali di consulenza, ricerca, formazione e comunicazione con altre organizzazioni italiane e straniere.
Gli incontri con De Masi sono stati numerosi. Come lavoratore/studente, lo andavo ad ascoltare all'Università di Napoli e per questo ho poi scelto di laurearmi in Economia e Commercio, ma con un preciso indirizzo sociologico. Poi fui contento quando, come Presidente di CORIS, alla Sapienza, mi invitò a presentare il mio primo libro sulla Formazione Intervento. Mi piaceva il suo racconto dell'esperienza problematica maturata nel realizzare un teatro a Ravello, dopo aver portato Ravello al successo che ha avuto. Così come era interessante ascoltarlo quando raccontava l'esperienza brasiliana e di come esportare la capacità innata del ballo da parte dei giovani brasiliani.
Il ricordo più bello è l'esperienza maturata a Sperlonga, al convegno che ho organizzato per parlare di sviluppo organizzativo. La sera precedente parlammo del taglio da dare al suo intervento. La mattina, a colazione, mi disse: "ho studiato stanotte, non ti preoccupare, farò come abbiamo convenuto ieri sera". Infatti il suo intervento del mattino è molto bello e utile. Lo si trova sul libro che abbiamo realizzato: "Formazione-intervento e Sviluppo Organizzativo (2006), ed. Impresa Insieme S.r.l. "
Alcuni libri di Domenico De Masi:
da: https://www.domenicodemasi.it/biografia/
Le competenze professionali di De Masi, attinenti soprattutto alla sociologia del lavoro e delle organizzazioni, abbracciano ambiti che vanno dal mercato del lavoro alla struttura organizzativa, dalle strategie aziendali alla motivazione individuale, dal telelavoro alla qualità dei prodotti e dei servizi, dai gruppi creativi all’etica, all’estetica e al clima nelle organizzazioni.
De Masi ha iniziato a lavorare subito dopo la laurea come assistente di sociologia all’Università Federico II di Napoli e come ricercatore presso l’Italsider di Bagnoli per conto del centro studi “Nord e Sud”. Ha continuato nella doppia corsia accademica e manageriale fino agli anni Settanta, quando i due percorsi divennero incompatibili e De Masi optò per l’Università.
Il rapporto con il mondo aziendale e sindacale, imprescindibile per l’insegnamento di Sociologia del Lavoro, continua tuttora attraverso attività di ricerca, consulenza, formazione e comunicazione.
Le tappe principali di questo percorso lavorativo sono: lo stabilimento siderurgico Italsider a Bagnoli; l’azienda metalmeccanica Cmf del gruppo Finsider a Milano, Bergamo e Livorno; il centro Ifap per la formazione manageriale del gruppo Iri a Roma; la Società S3.Studium sempre a Roma. Innumerevoli sono stati i rapporti professionali di consulenza, ricerca, formazione e comunicazione con altre organizzazioni italiane e straniere.
Gli incontri con De Masi sono stati numerosi. Come lavoratore/studente, lo andavo ad ascoltare all'Università di Napoli e per questo ho poi scelto di laurearmi in Economia e Commercio, ma con un preciso indirizzo sociologico. Poi fui contento quando, come Presidente di CORIS, alla Sapienza, mi invitò a presentare il mio primo libro sulla Formazione Intervento. Mi piaceva il suo racconto dell'esperienza problematica maturata nel realizzare un teatro a Ravello, dopo aver portato Ravello al successo che ha avuto. Così come era interessante ascoltarlo quando raccontava l'esperienza brasiliana e di come esportare la capacità innata del ballo da parte dei giovani brasiliani.
Il ricordo più bello è l'esperienza maturata a Sperlonga, al convegno che ho organizzato per parlare di sviluppo organizzativo. La sera precedente parlammo del taglio da dare al suo intervento. La mattina, a colazione, mi disse: "ho studiato stanotte, non ti preoccupare, farò come abbiamo convenuto ieri sera". Infatti il suo intervento del mattino è molto bello e utile. Lo si trova sul libro che abbiamo realizzato: "Formazione-intervento e Sviluppo Organizzativo (2006), ed. Impresa Insieme S.r.l. "
Alcuni libri di Domenico De Masi:
- Il lavoro nel XXI secolo
- L'età dell'erranza. Il turismo del prossimo decennio
- Smart working. La rivoluzione del lavoro intelligente
- Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati
- Una semplice rivoluzione. Lavoro, ozio, creatività: nuove rotte per una società smarrita
Filippo Battaglia
libro di Filippo Battaglia
Filippo Battaglia, un sociologo di grande importanza per la mia vita professionale!
L'ho conosciuto in Italsider, quando era consulente del Personale centrale e aveva avuto l'ingrato compito di formare il gruppo di persone che era stato scelto per comporre il GIO (Gruppo di Innovazione Organizzativa) allo stabilimento siderurgico di Bagnoli. In quell'epoca il capo del Personale di Italsider era uno dei fondatori di ARPES, Alessandro Fantoli.
Battaglia faceva parte della società di consulenza ARPES assieme a Giancarlo Ambrosini, un altro grande uomo che ha avuto un grande ruolo nella mia carriera professionale e che mi ha insegnato tante cose, ma soprattutto come disegnare i processi organizzativi.
Filippo Battaglia è stato il mio primo insegnante di organizzazione e ha seguito con competenza, sensibilità e assiduità le attività di sviluppo organizzativo che i Ricercatori della Nuova Organizzazione del Lavoro (ODL) andavano facendo in tutta l'azienda, l'Italsider.
Fu lui che quando l'Aeritalia andava cercando una persona a cui affidare la responsabilità del Settore dell'ODL consigliò il mio nome. Giancarlo Abrosini era già entrato in quella azienda e aveva chiesto delle referenze adeguate per gestire quel Settore che aveva cominciato a costituire e che stava crescendo, seppure con qualche problema.
Filippo aveva probabilmente valutato l'energia che mettevo nel lavoro, tanto che, nel regalarmi il suo libro sull'Allergia al Lavoro, scrisse questa dedica. "a Renato Di Gregorio, una persona stranamente anallergica al lavoro"
L'ho conosciuto in Italsider, quando era consulente del Personale centrale e aveva avuto l'ingrato compito di formare il gruppo di persone che era stato scelto per comporre il GIO (Gruppo di Innovazione Organizzativa) allo stabilimento siderurgico di Bagnoli. In quell'epoca il capo del Personale di Italsider era uno dei fondatori di ARPES, Alessandro Fantoli.
Battaglia faceva parte della società di consulenza ARPES assieme a Giancarlo Ambrosini, un altro grande uomo che ha avuto un grande ruolo nella mia carriera professionale e che mi ha insegnato tante cose, ma soprattutto come disegnare i processi organizzativi.
Filippo Battaglia è stato il mio primo insegnante di organizzazione e ha seguito con competenza, sensibilità e assiduità le attività di sviluppo organizzativo che i Ricercatori della Nuova Organizzazione del Lavoro (ODL) andavano facendo in tutta l'azienda, l'Italsider.
Fu lui che quando l'Aeritalia andava cercando una persona a cui affidare la responsabilità del Settore dell'ODL consigliò il mio nome. Giancarlo Abrosini era già entrato in quella azienda e aveva chiesto delle referenze adeguate per gestire quel Settore che aveva cominciato a costituire e che stava crescendo, seppure con qualche problema.
Filippo aveva probabilmente valutato l'energia che mettevo nel lavoro, tanto che, nel regalarmi il suo libro sull'Allergia al Lavoro, scrisse questa dedica. "a Renato Di Gregorio, una persona stranamente anallergica al lavoro"
Giancarlo Ambrosini
Giancarlo Ambrosini, un sardo nelle viscere! Mi ha insegnato tante cose e a lui debbo la mia carriera professionale nelle grandi Aziende industriali italiane. Egli però mi ha anche insegnato a mangiare i carciofi sardi, crudi, quelli con la spina.
Fu lui che, su suggerimento di Filippo Battaglia, mi assunse in Aeritalia nel 1979. Mi tenne sotto osservazione per un po' e mi dette progressivamente sempre maggiori responsabilità di gestione tanto da farmi avere poi la dirigenza. Fu lui che mi permise di chiamare i colleghi bravi che avevano fatto l'ODL in Italsider e renderli responsabili dell'ODL nelle divisioni di Aeritalia, quella del settore civile, a Pomigliano (NA), e quella del settore militare, a Torino.
Non contento di questo, quando migrò in ENICHEM, mi convinse, dopo un po', a seguirlo, nel 1986. Io gli dissi: "ma mi sono appena sistemato a Roma e dovrei raggiungerti a Milano?" e lui candidamente mi rispose: " non ti preoccupare, ti paghiamo l'aereo ogni week end e dopo un paio d'anni torni a Roma in ENI". Io alzai la posta: "vengo se prima mi posso selezionare e far assumere una ventina di giovani laureati che possano lavorare con me in questa nuova avventura" . Mi sorprese ancora una volta! Senza scomporsi più di tanto mi rispose: "va bene, diamo l'incarico a Studio Staff di selezionare i giovani, noi li assumiamo e tu però li formi e te li gestisci".. Ero completamente disarmato e accettai!.
Fu lui che, su suggerimento di Filippo Battaglia, mi assunse in Aeritalia nel 1979. Mi tenne sotto osservazione per un po' e mi dette progressivamente sempre maggiori responsabilità di gestione tanto da farmi avere poi la dirigenza. Fu lui che mi permise di chiamare i colleghi bravi che avevano fatto l'ODL in Italsider e renderli responsabili dell'ODL nelle divisioni di Aeritalia, quella del settore civile, a Pomigliano (NA), e quella del settore militare, a Torino.
Non contento di questo, quando migrò in ENICHEM, mi convinse, dopo un po', a seguirlo, nel 1986. Io gli dissi: "ma mi sono appena sistemato a Roma e dovrei raggiungerti a Milano?" e lui candidamente mi rispose: " non ti preoccupare, ti paghiamo l'aereo ogni week end e dopo un paio d'anni torni a Roma in ENI". Io alzai la posta: "vengo se prima mi posso selezionare e far assumere una ventina di giovani laureati che possano lavorare con me in questa nuova avventura" . Mi sorprese ancora una volta! Senza scomporsi più di tanto mi rispose: "va bene, diamo l'incarico a Studio Staff di selezionare i giovani, noi li assumiamo e tu però li formi e te li gestisci".. Ero completamente disarmato e accettai!.
Bruno Maggi
libro di B.Maggi
Bruno Maggi Bruno Maggi è stato titolare di Teoria dell’organizzazione alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bologna e alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. Ha coordinato i Programmi di ricerca: “L’Officina di Organizzazione”, sul cambiamento organizzativo nelle imprese e “Organization and Well-being”, sui rapporti tra lavoro e salute.
Noi ci siamo conisciuti proprio all'Officina di Organizzazione che aveva organizzato presso l'ISTUD sul Lago Maggiore, assieme a Gagliardi e Boldizzoni. Grazie a Giancarlo Ambrosini, ho infatti avuto il piacere di presentare il primo "Caso" di organizzazione discusso nell'Officina, quello che riguardava il programma di sviluppo dell'Organizzazione del Lavoro in Aeritalia.
Ci siamo poi frequantati per diverso tempo perchè lui è sempre stato interessato anche di Ergonomia.
Ricordo le domande difficili che mi faceva quando ci incontravamo a Torino, mangiando un piatto di fagioli che lui preferiva condire con molto peperoncino. Mi chiedeva: "ma tu sei un organizzatore strutturalista o uno che ince sposa il modello dell'Azione organizzativa". Io gli rispondevo: " sai, io mi occupo di processi di organizzazione del lavoro e uso prevalentemente il modello della ricerca-intervento, non sono dunque certamente uno strutturalista". Lui era già abbastanza soddisfatto di questa risposta, e proseguivamo a mangiare con maggiore piacere reciproco.
Penso che sia stato ancora più felice quando lo chiamai in occasione del mio incarico all'Università di Cassino e del Lazio Meridionale, nel 2001, per la cattedra di Sociologia dell'Organizzazione. Gli chiesi un consiglio sul libro di testo da usare e lui non ebbe dubbi: "certamente devi usare l'Azione Organizzativa di J.Thompson". Non avevo dubbi che me lo consigliasse, ma è stato un piacere e anche un dovere chiederglielo.
Noi ci siamo conisciuti proprio all'Officina di Organizzazione che aveva organizzato presso l'ISTUD sul Lago Maggiore, assieme a Gagliardi e Boldizzoni. Grazie a Giancarlo Ambrosini, ho infatti avuto il piacere di presentare il primo "Caso" di organizzazione discusso nell'Officina, quello che riguardava il programma di sviluppo dell'Organizzazione del Lavoro in Aeritalia.
Ci siamo poi frequantati per diverso tempo perchè lui è sempre stato interessato anche di Ergonomia.
Ricordo le domande difficili che mi faceva quando ci incontravamo a Torino, mangiando un piatto di fagioli che lui preferiva condire con molto peperoncino. Mi chiedeva: "ma tu sei un organizzatore strutturalista o uno che ince sposa il modello dell'Azione organizzativa". Io gli rispondevo: " sai, io mi occupo di processi di organizzazione del lavoro e uso prevalentemente il modello della ricerca-intervento, non sono dunque certamente uno strutturalista". Lui era già abbastanza soddisfatto di questa risposta, e proseguivamo a mangiare con maggiore piacere reciproco.
Penso che sia stato ancora più felice quando lo chiamai in occasione del mio incarico all'Università di Cassino e del Lazio Meridionale, nel 2001, per la cattedra di Sociologia dell'Organizzazione. Gli chiesi un consiglio sul libro di testo da usare e lui non ebbe dubbi: "certamente devi usare l'Azione Organizzativa di J.Thompson". Non avevo dubbi che me lo consigliasse, ma è stato un piacere e anche un dovere chiederglielo.
Giuseppe Varchetta
Giuseppe Varchetta
Giuseppe Varchetta, psicologo dell'organizzazione, di formazione psicosocioanalitica, socio fondatore e past president di Ariele fondata sulla figura e l'opera di Luigi Paglarani, è stato un importante dirigente d'azienda e ha insegnato all'Università Bicocca di Milano.
Io l'ho incontrato la prima volta alla Sclavo, azienda farmaceutica di Siena. Era una delle aziende di ENICHEM e nella ristrutturazione della Chimica dell'ENI dopo la fusione tra ENICHEM e Montedison (l'esperienza ENIMONT) dovevamo dismetetre le aziende acquisite e non strettamente collegate al business di base. Come dirigente responsabile centrale dell'Organizzazione del Lavoro e della Formazione, avevamo convenuto con la direzione della società controllata di effettuare un'azione formativa per il management interno per aiutare la transizione ai fini della vendita della società. L'azione formativa fu affidata ad un paio di bravi consulenti, uno dei quali era proprio Giuseppe Varchetta!
Trovai il suo intervento un po' troppo spigoloso, elitario, un po' spocchioso, ma certamente fu efficace per attivare la consapevolezza dell'opportunità del cambiamento.
Per tornare a Milano da Siena chiesi un passaggio in auto ai due consulenti. Essi parlarono quasi sempre di film che avevano visto e che potevano servire a supporto di interventi organizzativi. Infatti Varchetta è un grande esperto in questo campo. Ha scritto addirittura un libro che si intitola "Nuovi schermi di formazione. I grandi temi del management attraverso il cinema".
Non ho avuto più il piacere di lavorare con lui, ma quando ho scritto il libro: "la Progettazione Partecipata" ho pensato a lui e gli ho chiesto se avesse voluto fare la prefazione.
Altro che spocchioso ed elitario! Ha scritto una prefazione come se mi fosse entrato dentro e fosse rimasto affascinato della mia umanità e dalla mia necessità di trovare nell'azione i segni indicatori validi per la necessaria ispirazione. Ha scritto: il "cittadino Renato Di Gregorio, è uno che ha camminato a lungo e viene da mondi lontani.". Il termine "cittadino" è uno dei più belli complimenti che poteva farmi.
Io l'ho incontrato la prima volta alla Sclavo, azienda farmaceutica di Siena. Era una delle aziende di ENICHEM e nella ristrutturazione della Chimica dell'ENI dopo la fusione tra ENICHEM e Montedison (l'esperienza ENIMONT) dovevamo dismetetre le aziende acquisite e non strettamente collegate al business di base. Come dirigente responsabile centrale dell'Organizzazione del Lavoro e della Formazione, avevamo convenuto con la direzione della società controllata di effettuare un'azione formativa per il management interno per aiutare la transizione ai fini della vendita della società. L'azione formativa fu affidata ad un paio di bravi consulenti, uno dei quali era proprio Giuseppe Varchetta!
Trovai il suo intervento un po' troppo spigoloso, elitario, un po' spocchioso, ma certamente fu efficace per attivare la consapevolezza dell'opportunità del cambiamento.
Per tornare a Milano da Siena chiesi un passaggio in auto ai due consulenti. Essi parlarono quasi sempre di film che avevano visto e che potevano servire a supporto di interventi organizzativi. Infatti Varchetta è un grande esperto in questo campo. Ha scritto addirittura un libro che si intitola "Nuovi schermi di formazione. I grandi temi del management attraverso il cinema".
Non ho avuto più il piacere di lavorare con lui, ma quando ho scritto il libro: "la Progettazione Partecipata" ho pensato a lui e gli ho chiesto se avesse voluto fare la prefazione.
Altro che spocchioso ed elitario! Ha scritto una prefazione come se mi fosse entrato dentro e fosse rimasto affascinato della mia umanità e dalla mia necessità di trovare nell'azione i segni indicatori validi per la necessaria ispirazione. Ha scritto: il "cittadino Renato Di Gregorio, è uno che ha camminato a lungo e viene da mondi lontani.". Il termine "cittadino" è uno dei più belli complimenti che poteva farmi.
Alcuni dei suoi libri:
- Emergenze organizzative. Testi e storie, Guerini & Ass. 1997
- Liste. Storie dall'organizzazione, Guerini &Ass. 2005
- Nuovi schermi di formazione Guerini &Ass. 2007
- ll soggetto incompiuto. Psicolsocioanalisi dell'individuo, dell'organizzazione e della Polis, Guerini Next 2018
- Francesco Novara, il lavoro non è più quello di un tempo Guerini next 2021
- La solidarietà organizzativa, Guerini Next 2021
- Il riconoscimento organizzativo, Guerini Nexr 2024
Aldo Fabris
Aldo Fabris
Aldo Fabris è stato direttore dell'IFAP, l'Istituto di Formazione manageriale dell'IRI, la cui sede era fino agli anni '90 a piazza Esedra, ora piazza della Repubblica, a Roma, a due passi dalla stazione Termini. Aldo, un uomo alto e serio con una barbetta sul mento ti riceveva nel suo studio presso l'Istituto, nel quale dietro la sua sedia potevi vedere la fotografia della tomba di F. Taylor, il suo ispiratore professionale. Infatti diversi libri scritti da Aldo Fabris riguardano l'organizzazione scientifica del lavoro, nel bene e nel male di questa impostazione. Nel 1973, a venisei anni, quando sono entrato a far parte del GIO (Gruppo d'innovazione organizzativa) in Italsider, condussi un mese di formazione all'Istituto e lui mi sembrava un insegnante austero e difficilmente avvicinabile. Molto più alla mano erano altri insegnanti importanti li presenti, come: Filippo Martino, Domenico De Masi, Sante Uccelli.
Più avanti, quando sono entrato a far parte del gruppo interaziendale del Settore Ergonomia dell'IFAR creato da Sante Uccelli ho avuto più opportunità di conoscerlo e così ho scoperto anche la sua umanità.
Siamo così diventati amici e così quando, più tardi, veniva a Napoli a insegnare, avevo piacere di andarlo a prendere alla stazione e portarlo a Spaccanapoli a cenare. Ricordo ancora quei piatti lunghi con le linguine e i frutti di mare che gli piacevano tanto!
Alcuni suoi libri:
Più avanti, quando sono entrato a far parte del gruppo interaziendale del Settore Ergonomia dell'IFAR creato da Sante Uccelli ho avuto più opportunità di conoscerlo e così ho scoperto anche la sua umanità.
Siamo così diventati amici e così quando, più tardi, veniva a Napoli a insegnare, avevo piacere di andarlo a prendere alla stazione e portarlo a Spaccanapoli a cenare. Ricordo ancora quei piatti lunghi con le linguine e i frutti di mare che gli piacevano tanto!
Alcuni suoi libri:
- Metodi di organizzazione del lavoro, ERI 1967
- L'organizzazione in una società in cambiamento ETAS 1975
- Storia Delle Teorie Organizzative.Milano : Mondadori, 1980
- L'Organizzazione dell'Impresa ETAS 1983
- Modelli manageriali emergenti, repertorio delle idee e bibliografia, Isedi 1993
Renato Di Gregorio
Renato Di Gregorio
Reanato Di Gregorio entra nel GIO (Gruppo d'innovazione organizzativa) dell'Italsider nel 1073, a 26 anni appena laureato in Economia e Commercio alla Federico II di Napoli, seguito dal sociologo Marselli. Dopo l'esperienza di ricerca-intervento in Italsider, passa a fare il dirigente dell'organizzazione del lavoro in Aeritalia, a livello centrale. Nel 1983 passa a fare il dirigente centrale dell'organizzazione del lavoro in ENICHEM dell'ENI, prima e dopo l'esperienza ENIMONT. in questo periodo traduce la ricerca-intervento in formazione-intervento e ne registra il marchio. Nel 1996 lascia lascia l'azienda e crea Impresa Insieme s.r.l. per lavorare anche sull'organizzazione degli Enti della P.A. e dell'Organizzazione Territoriale. Nel 1999 crea l'Istituto di Ricerca sulla formazione intervento (IRIFI) per proteggere e divulgare l'uso della metodologia nelle organizzazioni e nelle scuole. Insegna Sociologia dell'Organizzazione e dell'Organizzazione aziendale all'Università di Cassino e del Lazio Meridionale, alla Sapienza di Roma e all'Università di Foggia. Dal 1980 si occupa di Ergonomia, prima nel gruppo di Ergonomia dell'IFAP, poi nella Società Italiana di Ergonomia (SIE). Per sei anni svolge il ruolo di presidente della Sezione Lazio della SIE e dal 2025 è vipresidente della SIE.
Nel 2026 diventa il primo Ergonomo italiano certificato UNI con specializzazione in Ergonomia del Territorio. E' anche membro dell'Associazione Italiana formatori (AIF) e coordinatore del Gruppo nazionale: Cammini e formazione e del Gruppo nazionale Ergonomia del Territorio e dei Cammini della SIE.
I suoi libri:
Nel 2026 diventa il primo Ergonomo italiano certificato UNI con specializzazione in Ergonomia del Territorio. E' anche membro dell'Associazione Italiana formatori (AIF) e coordinatore del Gruppo nazionale: Cammini e formazione e del Gruppo nazionale Ergonomia del Territorio e dei Cammini della SIE.
I suoi libri:
- La Formazione Intervento nelle Organizzazioni, Guerini & Ass. 1994
- Progetti di cambiamento nelle organizzazioni pubbliche e private Guerini & Ass. 1998
- Progettare e apprendere nella Pubblica Amministrazione, Guerini &Ass. 2000
- La Metodologia della formazione intervento, Impresa Insieme S.r.l. 2007
- L'Organizzazione Territoriale, Guerini & Ass. 2011
- La formazione intervento per la Scuola, Impresa Insieme S.r.l. 2013
- La progettazione partecipata, Impresa Insieme S.r.l. 2018
Elio Sante Uccelli
Elio Sante Uccelli
Elio Sante Uccelli si è cominciato ad occupare di formazione e organizzazione del lavoro dal 1956. Dal 1962 e fino a quando è rimasto in vita l'IFAP, (Centro IRI per lo studio delle funzioni direttive), egli vi è rimasto come Direttore del Settore Ergonomia. Egli qui ha costituito un gruppo di ricercatori che lo ha aiutato a fare ricerche e interventi . Poi ha favorito la costituzione di un gruppo interaziendale formato da responsabili aziendali che andavano conducendo interventi di cambiamento organizzativo significativi negli anni '80. .Una profonda amicizia con Franco Ferrarotti gli ha consentito di scrivere articoli e testi di organizzazione, come: "la Piccola città",nel 1959, e di ottenere la collaborazione della prof. ssa Ivetta Ivaldi che passò dall'Università, dove lavorava, all'IFAP, nel suo Settore di Ergonomia. Io (Di Gregorio) facevo parte del Gruppo interaziendale. Uno dei miei colleghi del GIO (Gruppo di innovazione Organizzativa), in Italsider, Maurizio Fecarotta, è infatti coautore del libro: "La Progettazione del Lavoro in Europa", curato da E.Uccelli e I. Ivaldi e pubblicato nel 1981. Da quell'epoca è nata la collaborazione tra Renato e Ivetta Ivaldi, nel campo dell'Ergonomia.
Roberto Marziantonio
Roberto Marziantonio
Socio fondatore di Ferpi, per 54 anni Presidente di G&M Strategia d’Immagine, e stato considerato il padre del primo metodo ufficiale per la gestione strategica della Comunicazione d’Impresa e delle Relazioni Pubbliche Internazionali (la FERPI) . Padre del Bilancio Ambientale e del Bilancio sociale. Ci ha lasciato il 9 marzo del 2018. Era di Orvieto, ma viveva a Milano. Ci siamo conosciuti nel 1990 e non ci siamo più lasciati!. Ci siamo conosciuti in Enichem (ENI) quando ancora si faceva la pubblicità dell'azienda con Gulliver. Lui, uno dei più grandi esperti di Comunicazione in Italia, io esperto di Organizzazione del Lavoro, ma da poco investito anche della responsabilità della Comunicazione aziendale, prima e dopo l'epoca ENIMONT. Prima c'era da impostare la Comunicazione interna dell'Azienda, durante e dopo l'integrazione con Montedison, si trattava di recuperare l'immagine della chimica sui territori dove erano allocate le fabbriche chimiche, sopratutto quelle che Enichem aveva ereditato da Montedison. Assieme abbiamo lanciato il grande progetto "Ambiente Insieme si può". Assieme abbiamo costruito il primo Bilancio Ambientale dell'Azienda e insieme abbiamo sperimentato la costruzione del primo Bilancio sociale di Stabilimento. Assieme abbiamo speriemntato l'integrazione tra Comunicazione e Formazione-Intervento anche fuori da Enichem, all'AMT di Genova e all'ASPIV di Venezia.
Passeggiando lungo i canali di Venezia decidemmo di costituire assieme Impresa Insieme S.r.l e fu proprio lui che trovò il nome da dare all'azienda.
Quando nel 1996 lasciai ENICHEM per costituire Impresa Insieme S.r.l. mise a disposizione la sua sede di Milano per ospitare per i primi anni la sede della società e pure la sua segreteria. Una grande persona, un grande specialista, un grande innovatore e un grande amico!. Passeggiando lungo i canali di Venezia decidemmo di costituire assieme Impresa Insieme S.r.l e fu proprio lui che trovò il nome da dare all'azienda.