La Ricerca
L'Istituto ha scelto di usare gli interventi che Impresa Insieme S.r.l è andato facendo e lo stesso Istituto ha sviluppato come un'area di ricerca costante.
I Convegni che ha promosso sono serviti per discutere sulle acquisizioni maturate.
Le attività didattiche effettuate nelle Scuole e alle Università sono servite per affinare e modellare la metodologia.
Lo dimostra la sua evoluzione da quando è stata pubblicato il primo testo che la rappresenta nel 1994 e quella che viene rappresentata nei libri pubblicati successivamente.
Nella pubblicazione del 1994 viene condensato un primo cambiamento. Infatti i presupposti della sua identificazione si trovano nel campo dell'organizzazione del lavoro condotto dal 1973 fino al 1990 quando si aggiunge anche la responsabilità della formazione e i due campi non confliggono più, anzi si arricchiscono reciprocamente.
Lo stesso periodo precedente è un campo di sperimentazione nel quale si identificano due fasi diverse: quella della ricerca-intervento, iniziale, e poi quella dello sviluppo organizzativo, successivo.
Negli anni '90 il contributo di Roberto Marziantonio, grande esperto di Comunicazione, diventa importante. Il progetto che abbiamo seguito assieme per ridurre il timore delle comunità locali circa la pericolosità degli stabilimenti chimici e l'acquisizione dell'approccio del "responsible care" per costruire il bilancio ambientale e poi il bilancio sociale ha arricchito ancora la metodologia che ha suggerito di aggiungere il capitolo Comunicazione.
Un altro cambiamento evidente lo si nota tra il libro edito da Guerini & Associati nel 1994 e il Manuale della Formazione Intervento stampato a Cassino per aiutare gli studenti ad usarla adeguatamente per portare avanti i progetti che erano invitati a realizzare per dimostrare l'apprendimento maturato nei corsi di Sociologia dell'Organizzazione e Organizzazione Aziendale a cui partecipavano.
Quel libro ha comportato qualche dispiacere all'autore accusato dall'Ateneo di voler lucrare sulla vendita dei libri agli studenti e di voler spingere gli studenti a realizzare dei progetti rivolgendosi alle realtà del territorio invece che studiare casi all'interno dell'aula. Fortunatamente dopo dieci anni le Università si sono dotate di Settori specifici espressamente dedicate a stabilire rapporti con il contesto esterno e laboratori per realizzare progetti assieme agli attori del territorio!
Un'altra evoluzione la Metodologia l'ha avuta in occasione del programma sviluppato per la Regione Sardegna. Qui l'esigenza era quella di poter utilizzare la Metodologia attraverso le piattaforme di e-learning per cui era necessario prevedere anche sistemi di rilevazione dell'apprendimento attraverso questionari on line. La Martina Lilli, che aveva completato il Master RAGGI, ha lavorato sulla formazione-intervento in e-learning. Purtroppo il software, sapientemente realizzato, è andato perso diversi anni fa. Ci auguriamo di poterlo ricostruire. Chi vuole dare una mano al riguardo è ben venuto.
Il lavoro svolto nelle Scuole, a partire da quelle della Sardegna, con l'ausilio di Maria Ausilia Mancini ha poi dato un forte contributo alla metodologia e ha contribuito ad arricchirla dei contributi dei tanti autori che hanno lavorato sui sistemi di apprendimento. La metodologia ha, per questo motivo, sviluppato maggiormente questa parte e ha suggerito di sposare il concetto "di apprendimento dell'apprendimento". Questo contributo ha contribuito anche a stimolare l'intervento sugli studenti, anche delle scuole primarie, che non erano stati considerati fino ad allora. Gli Accordi con le Scuole del Lazio datano infatti 2007.
L'osservazione effettuata nel campo dell'Organizzazione Territoriale ha aggiunto contributi interessanti alla metodologia e un'attenzione specifica all'uso dei finanziamenti pubblici, che è la leva fondamentale per indurre le Amministrazioni locali a stare assieme, almeno fino a quando è possibile procurarseli partecipando ai bandi pubblici pubblicati dalle diverse fonti italiane ed europee.
Anche l'osservazione effettuata nel campo dei Cammini è stata utile. Il lavoro seguito sui Cammini religiosi di Padre Pio e di Sant'Oronzo, in particolare, ha consentito di considerare maggiormente gli elementi valoriali piuttosto che quelli economici, dell'efficienza e del business, che erano invece prevalenti nel campo delle imprese dove era nata la metodologia.
L'esperienza della Fiera Internazionale dell'Ergonomia dei Cammini è l'ultima area di sperimentazione, tuttora aperta. Qui "lo spazio" non costituisce l'elemento entro cui si sviluppa il processo, ma sono interessi convergenti che suggeriscono l'uso della metodologia. E' un interesse comune che incentiva lo sviluppo e l'accettazione dello stare assieme e di usare processi di apprendimento collettivo che si basino sulla "progettazione partecipata" allargata.
L'esperienza nel campo dell'Ergonomia accompagnerà trasversalmente tutti i periodi e darà ai processi posti in essere la motivazione di fondo, cioè la qualità per la vita degli esseri viventi che sono i reali clienti dell'impegno profuso nel gestire i cambiamenti, al di là della committenza formale, diretta o indiretta.
Proveremo a rappresentare nei capitoli successivi quello che ci sembra di aver appreso nei diversi campi, vissuti con il ruolo di "osservatore partecipante" .
Ci auguriamo di aggiungere nel tempo altre ricerche, anche di carattere teorico che speriamo ci aiuterete a fare.
I Convegni che ha promosso sono serviti per discutere sulle acquisizioni maturate.
Le attività didattiche effettuate nelle Scuole e alle Università sono servite per affinare e modellare la metodologia.
Lo dimostra la sua evoluzione da quando è stata pubblicato il primo testo che la rappresenta nel 1994 e quella che viene rappresentata nei libri pubblicati successivamente.
Nella pubblicazione del 1994 viene condensato un primo cambiamento. Infatti i presupposti della sua identificazione si trovano nel campo dell'organizzazione del lavoro condotto dal 1973 fino al 1990 quando si aggiunge anche la responsabilità della formazione e i due campi non confliggono più, anzi si arricchiscono reciprocamente.
Lo stesso periodo precedente è un campo di sperimentazione nel quale si identificano due fasi diverse: quella della ricerca-intervento, iniziale, e poi quella dello sviluppo organizzativo, successivo.
Negli anni '90 il contributo di Roberto Marziantonio, grande esperto di Comunicazione, diventa importante. Il progetto che abbiamo seguito assieme per ridurre il timore delle comunità locali circa la pericolosità degli stabilimenti chimici e l'acquisizione dell'approccio del "responsible care" per costruire il bilancio ambientale e poi il bilancio sociale ha arricchito ancora la metodologia che ha suggerito di aggiungere il capitolo Comunicazione.
Un altro cambiamento evidente lo si nota tra il libro edito da Guerini & Associati nel 1994 e il Manuale della Formazione Intervento stampato a Cassino per aiutare gli studenti ad usarla adeguatamente per portare avanti i progetti che erano invitati a realizzare per dimostrare l'apprendimento maturato nei corsi di Sociologia dell'Organizzazione e Organizzazione Aziendale a cui partecipavano.
Quel libro ha comportato qualche dispiacere all'autore accusato dall'Ateneo di voler lucrare sulla vendita dei libri agli studenti e di voler spingere gli studenti a realizzare dei progetti rivolgendosi alle realtà del territorio invece che studiare casi all'interno dell'aula. Fortunatamente dopo dieci anni le Università si sono dotate di Settori specifici espressamente dedicate a stabilire rapporti con il contesto esterno e laboratori per realizzare progetti assieme agli attori del territorio!
Un'altra evoluzione la Metodologia l'ha avuta in occasione del programma sviluppato per la Regione Sardegna. Qui l'esigenza era quella di poter utilizzare la Metodologia attraverso le piattaforme di e-learning per cui era necessario prevedere anche sistemi di rilevazione dell'apprendimento attraverso questionari on line. La Martina Lilli, che aveva completato il Master RAGGI, ha lavorato sulla formazione-intervento in e-learning. Purtroppo il software, sapientemente realizzato, è andato perso diversi anni fa. Ci auguriamo di poterlo ricostruire. Chi vuole dare una mano al riguardo è ben venuto.
Il lavoro svolto nelle Scuole, a partire da quelle della Sardegna, con l'ausilio di Maria Ausilia Mancini ha poi dato un forte contributo alla metodologia e ha contribuito ad arricchirla dei contributi dei tanti autori che hanno lavorato sui sistemi di apprendimento. La metodologia ha, per questo motivo, sviluppato maggiormente questa parte e ha suggerito di sposare il concetto "di apprendimento dell'apprendimento". Questo contributo ha contribuito anche a stimolare l'intervento sugli studenti, anche delle scuole primarie, che non erano stati considerati fino ad allora. Gli Accordi con le Scuole del Lazio datano infatti 2007.
L'osservazione effettuata nel campo dell'Organizzazione Territoriale ha aggiunto contributi interessanti alla metodologia e un'attenzione specifica all'uso dei finanziamenti pubblici, che è la leva fondamentale per indurre le Amministrazioni locali a stare assieme, almeno fino a quando è possibile procurarseli partecipando ai bandi pubblici pubblicati dalle diverse fonti italiane ed europee.
Anche l'osservazione effettuata nel campo dei Cammini è stata utile. Il lavoro seguito sui Cammini religiosi di Padre Pio e di Sant'Oronzo, in particolare, ha consentito di considerare maggiormente gli elementi valoriali piuttosto che quelli economici, dell'efficienza e del business, che erano invece prevalenti nel campo delle imprese dove era nata la metodologia.
L'esperienza della Fiera Internazionale dell'Ergonomia dei Cammini è l'ultima area di sperimentazione, tuttora aperta. Qui "lo spazio" non costituisce l'elemento entro cui si sviluppa il processo, ma sono interessi convergenti che suggeriscono l'uso della metodologia. E' un interesse comune che incentiva lo sviluppo e l'accettazione dello stare assieme e di usare processi di apprendimento collettivo che si basino sulla "progettazione partecipata" allargata.
L'esperienza nel campo dell'Ergonomia accompagnerà trasversalmente tutti i periodi e darà ai processi posti in essere la motivazione di fondo, cioè la qualità per la vita degli esseri viventi che sono i reali clienti dell'impegno profuso nel gestire i cambiamenti, al di là della committenza formale, diretta o indiretta.
Proveremo a rappresentare nei capitoli successivi quello che ci sembra di aver appreso nei diversi campi, vissuti con il ruolo di "osservatore partecipante" .
Ci auguriamo di aggiungere nel tempo altre ricerche, anche di carattere teorico che speriamo ci aiuterete a fare.
Questa fase sperimentale consente a Renato Di Gregorio di vivere tre momenti successivi che saranno utili per svolgere il ruolo di manager del cambiamento dell'organizzazione del lavoro nelle imprese industriali. i momenti sono:
Un testo rappresentativo di queste esperienze è il libro scritto da Sante Uccelli e Ivetta Ivaldi e edito da Franco Angeli, dal titolo "La progettazione del lavoro in Europa". Tra i vari casi viene proprio riportato il caso dell'acciaieria di Bagnoli scritto da Maurizio Fecarotta che faceva parte del gruppo GIO.
L'attenzione alla produttività dovuta ad una buona organizzazione del lavoro seguirà anche nell'esperienza maturata nel settore Aerospaziale. Qui la necessità di calcolare l'efficienza del lavoro operaio derivava dal fatto che il lavoro metalmeccanico per commessa era condizionato dai contratti con i partner. Qui lo studio del lavoro nei reparti produttivi punta a calcolare i costi a partire dai movimenti elementari dell'operaio. Taylor diventa il riferimento da tenere presente e la visita alle fabbriche statunitensi serve proprio per valutare i sistemi di misurazione del lavoro (MTM).
- dal 1966 al 1968 due anni di studio dei sistemi industriali e periodi di stage per studiare il lavoro operaio in siderurgia a Piombino (Toscana)
- dal 1968 al 1973 cinque anni di responsabile in turno di un impianto di laminazione a Bagnoli (Napoli)
- dal 1973 al 1983 sei anni come ricercatore del cambiamento organizzativo del lavoro operaio e di quello impiegatizio, come membro del GIO (Gruppo di innovazione organizzativa)
Un testo rappresentativo di queste esperienze è il libro scritto da Sante Uccelli e Ivetta Ivaldi e edito da Franco Angeli, dal titolo "La progettazione del lavoro in Europa". Tra i vari casi viene proprio riportato il caso dell'acciaieria di Bagnoli scritto da Maurizio Fecarotta che faceva parte del gruppo GIO.
L'attenzione alla produttività dovuta ad una buona organizzazione del lavoro seguirà anche nell'esperienza maturata nel settore Aerospaziale. Qui la necessità di calcolare l'efficienza del lavoro operaio derivava dal fatto che il lavoro metalmeccanico per commessa era condizionato dai contratti con i partner. Qui lo studio del lavoro nei reparti produttivi punta a calcolare i costi a partire dai movimenti elementari dell'operaio. Taylor diventa il riferimento da tenere presente e la visita alle fabbriche statunitensi serve proprio per valutare i sistemi di misurazione del lavoro (MTM).
Questa fase si sviluppa a cavallo tra l'esperienza nel settore Aerospaziale (Aeritalia) e quella maturata nella prima fase di vita di Enichem, il settore chimico dell'ENI.
Nel Settore aerospaziale, accanto all'osservazione consentita sui metodi di misurazione del lavoro operaio si affianca fortunatamente anche la possibilità di studiare e razionalizzare i sistemi di gestione delle attività di progettazione dei prodotti del Settore, adottati dai partner del resto del mondo con cui l'Azienda cooperava, sia per i velivoli civili che per quelli militari. Lavorare sul project management a questo livello, con confronti con partner statunitensi sarà importante per arricchire la metodologia, nella parte specifica dedicata alla "progettazione partecipata".
L'esperienza maturata nella prima parte di vita di Enichem ha aperto un altro squarcio sulle teorie dell'organizzazione. Lavorare a livello di holding di una impresa che lavora a livello mondiale e che non ha il problema di gestione della fabbrica metalmeccanica (nella Chimica gli impianti sono gestiti dalle sale di controllo) consente di osservare e approfondire i problemi di gestione del Management e quelli della regolazione del rapporto "tra strategia e struttura". L'approvvigionamento di risorse professionali sul mercato della manodopera qualificata (ingegneri chimici, chimici e chimici industriali) diventa un compito strategico, così come la gestione del flusso regolato delle entrate in funzione delle uscite del personale in forza. Questa esperienza suggerirà di integrare la Metodologia delle fasi iniziali dell'intervento, quelle fasi chiamate: "formulazione strategica e condivisione strategica".
Importante in questo periodo sarà il confronto con i migliori consulenti di management presenti sul territorio nazionale e su quello statunitense. L'Officina di Organizzazione costituita da Bruno Maggi con la collaborazione dell'ISTUD, guidata da Pasquale Gagliardi, sarà una palestra utile. Essa ha avuto un po' la funzione che ha avuto il Settore di Ergonomia diversi anni prima, cioè favorire il confronto tra chi aveva gestito processi di cambiamento organizzativo di successo per trarne utili suggerimenti.
La frequentazione con l'ISTUD consente infatti di aprire le porte ai teorici dello sviluppo organizzativo e della cultura d'impresa. Edgar Schein diventa l'autore americano più letto e studiato. La "cultura" intesa come identità, valori, credenze e motivazioni che giustificano il comportamento di una comunità fa fare un salto alla nostra Ricerca. Assumere la consapevolezza che le Organizzazioni si possono orientare non solo con l'Organizzazione o con i Sistemi gestionali, ma anche mediante l'intervento sulla Cultura. Ciò diventa ancora più utile quando le prime due leve non possono essere usate, come nell'Organizzazione Territoriale.
Nel Settore aerospaziale, accanto all'osservazione consentita sui metodi di misurazione del lavoro operaio si affianca fortunatamente anche la possibilità di studiare e razionalizzare i sistemi di gestione delle attività di progettazione dei prodotti del Settore, adottati dai partner del resto del mondo con cui l'Azienda cooperava, sia per i velivoli civili che per quelli militari. Lavorare sul project management a questo livello, con confronti con partner statunitensi sarà importante per arricchire la metodologia, nella parte specifica dedicata alla "progettazione partecipata".
L'esperienza maturata nella prima parte di vita di Enichem ha aperto un altro squarcio sulle teorie dell'organizzazione. Lavorare a livello di holding di una impresa che lavora a livello mondiale e che non ha il problema di gestione della fabbrica metalmeccanica (nella Chimica gli impianti sono gestiti dalle sale di controllo) consente di osservare e approfondire i problemi di gestione del Management e quelli della regolazione del rapporto "tra strategia e struttura". L'approvvigionamento di risorse professionali sul mercato della manodopera qualificata (ingegneri chimici, chimici e chimici industriali) diventa un compito strategico, così come la gestione del flusso regolato delle entrate in funzione delle uscite del personale in forza. Questa esperienza suggerirà di integrare la Metodologia delle fasi iniziali dell'intervento, quelle fasi chiamate: "formulazione strategica e condivisione strategica".
Importante in questo periodo sarà il confronto con i migliori consulenti di management presenti sul territorio nazionale e su quello statunitense. L'Officina di Organizzazione costituita da Bruno Maggi con la collaborazione dell'ISTUD, guidata da Pasquale Gagliardi, sarà una palestra utile. Essa ha avuto un po' la funzione che ha avuto il Settore di Ergonomia diversi anni prima, cioè favorire il confronto tra chi aveva gestito processi di cambiamento organizzativo di successo per trarne utili suggerimenti.
La frequentazione con l'ISTUD consente infatti di aprire le porte ai teorici dello sviluppo organizzativo e della cultura d'impresa. Edgar Schein diventa l'autore americano più letto e studiato. La "cultura" intesa come identità, valori, credenze e motivazioni che giustificano il comportamento di una comunità fa fare un salto alla nostra Ricerca. Assumere la consapevolezza che le Organizzazioni si possono orientare non solo con l'Organizzazione o con i Sistemi gestionali, ma anche mediante l'intervento sulla Cultura. Ciò diventa ancora più utile quando le prime due leve non possono essere usate, come nell'Organizzazione Territoriale.
Questa è una fase che si sviluppa nel periodo che va dal 1992 al 2002, a cavallo tra la seconda vita dell'ENICHEM (dopo la fusione con Montedison e la fine dell'esperienza ENIMONT) e i primi anni di esperienza maturate nella Pubblica Amministrazione. La chiamiamo la fase della Comunicazione perché recuperare il rapporto tra gli stabilimenti chimici e le comunità locali, in particolare per quelli di Montedison acquisiti dall'ENI, sul versante delle imprese, e recuperare il rapporto tra le Amministrazioni locali e i cittadini, dopo "tangentopoli", sul versante della Pubblica Amministrazione, hanno suggerito interventi simili, tutti agiti facendo ricorso all'uso appropriato della Comunicazione. Qui la Ricerca si è nutrita di altre occasioni di osservazione e sperimentazione e del contributo di persone di grande rilievo in questo campo. Roberto Marziantonio è stato certamente un riferimento importante perché non solo è stato un grande esperto in Comunicazione, ma i valori che animavano le sue scelte sul campo erano caratterizzati dal suo impegno per il riconoscimento dei diritti universali dell'uomo. Accanto a lui altri studiosi importanti hanno dato il loro contributo per l'arricchimento della metodologia. Tra questi ci sono stati certamente Vittorio Coda, della Bocconi e Antonio Romano di AREA. Anche gli studi sulla percezione che le comunità avevano del pericolo della Chimica portati avanti da Intermatrix sono stati utili per regolare la Comunicazione in termini di processo anziché solo in termini di prodotto o di strumento.
L'esercizio a lungo sviluppato nel redigere i bilanci ambientali nella Chimica, prima, e i bilanci sociali delle Amministrazioni Comunali, dopo, sono stati occasioni importanti di sviluppo della metodologia. Utile è stato soprattutto lo studio del "Responsible Care" per regolare la Comunicazione intorno al processo di progettazione partecipata e non solo a monte o a valle dell'intervento, metodo che caratterizza un intervento di formazione-intervento.
L'esercizio a lungo sviluppato nel redigere i bilanci ambientali nella Chimica, prima, e i bilanci sociali delle Amministrazioni Comunali, dopo, sono stati occasioni importanti di sviluppo della metodologia. Utile è stato soprattutto lo studio del "Responsible Care" per regolare la Comunicazione intorno al processo di progettazione partecipata e non solo a monte o a valle dell'intervento, metodo che caratterizza un intervento di formazione-intervento.
Franco Bassanini ci ha messo del suo per far scoprire l'Organizzazione Territoriale a Renato Di Gregorio. Quando era al Dipartimento della Funzione Pubblica ha fatto due cose importanti: ha emesso degli Avvisi di finanziamento pubblico per aggregazioni di Comuni, anziché per singoli Comuni. Subito dopo ha lanciato gli sportelli unici per le attività produttive (i SUAP) e ha finanziato le società di consulenza per aiutare i Comuni a costituire questo nuovo servizio. La finalità che ha animato il Ministro era quello di attrarre più investimenti sul territorio italiano. Ciò richiedeva però che i Comuni circoscrivessero un territorio distintivo, che si occupassero di attivare strumenti e processi di marketing territoriale e si dotassero di sistemi di gestione delle pratiche amministrative per autorizzare gli investimenti comuni a tutti gli Enti pubblici preposti a rilasciare autorizzazioni. Ciò ha indotto a pensare che dovesse essere il Territorio a diventare il soggetto, l'Organizzazione, che si dovesse occupare di intercettare i clienti. Su questa trasformazione abbiamo fatto almeno dieci anni di ricerca, dal 2002 al 2012. Quando il funzionamento del servizio SUAP è stato risolto è rimasta però l'eredità del modello e si è poi trovato ogni volta un motivo per consolidarne l'esistenza e riconoscerne l'utilità. Negli ultimi dieci anni il Turismo è diventata una scusa per proporre il modello e continuare a fare Ricerca sul modo con cui farlo funzionare.
Fino ad un certo punto la formazione a Di Gregorio sembrava come la descriveva Bruno Maggi, "apparente". Anche Paolo Freire dava ragione di questa negativa valutazione, sottolineando che quando risulta "depositaria" riduce la capacità critica delle persone invece che stimolarla. Diventato responsabile della Formazione di un'azienda di 40 mila persone Di Gregorio non poteva più snobbarla come aveva fatto per tanti anni o, addirittura combatterla perché ritenuta inutile. Usare i processi di cambiamento organizzativo come processi di apprendimento è stata una svolta epocale. L'insegnamento all'Università di Cassino e del Lazio Meridionale per sei anni consente a Di Gregorio di sperimentare la metodologia nell'insegnamento dell'Organizzazione Aziendale. Nel 2005 veniva formalizzata nella sua versione quasi definitiva. La sua larga applicazione nelle Scuole, con il contributo fondamentale di Maria Ausilia Mancini, sancisce la sua efficacia. I riconoscimenti da parte di AIF con il Premio Basile, convalidano la sua esistenza tra le altre metodologie. Il marchio la protegge da usi impropri.
L'Istituto ha cominciato ad occuparsi di Cammini a partire dal 2014. Il Cammino di Santiago de Compostela acquisiva un certo successo e l'Italia provava a far funzionare un Cammino similare: la Francigena!. Massimo Tedeschi e il suo gruppo di giovani che lo seguivano si prodigava per imitare i successi di Santiago. La Regione Toscana gli ha dato una grande mano al riguardo. La scommessa che il Cammino potesse svilupparsi anche al Sud di Roma è stata accolta da molti, ma anche da Renato Di Gregorio che ha lavorato nel Lazio e in Puglia per aiutare i Comuni ad associarsi, a tracciare i percorsi da accreditare come Francigena nel Sud e aiutarli ad ottenere l'accreditamento. Anche i Cammini religiosi hanno avuto il loro sviluppo e anche su questi è stata sviluppata una Ricerca rilevante. Sono stati infatti organizzati master e corsi per preparare le persone che potevano occuparsi del settore in crescita e sono stati organizzati diversi Convegni al riguardo dal 2017 in avanti assieme all'Università di Cassino e del Lazio Meridionale e all'Associazione degli Ergonomi italiani, della Sezione regionale del Lazio. L'esperienza ha suggerito alcune importanti novità nel settore:
- migliorare i Cammini dal punto di vista ergonomico per aumentarne la competitività
- usare il Cammino anche come strumento di valorizzazione del patrimonio territoriale che ogni territorio possiede
- usare le fiere come meccanismi di apprendimento collettivo
- applicare la formazione intervento al sistema fiere sui Cammini
Mettere insieme tante discipline diverse e far lavorare assieme chi ne è interprete per un obiettivo di miglioramento condiviso, così come richiede l'Ergonomia, chiama in causa la formazione-intervento che consente di attivare il processo necessario. Pertanto la formazione-intervento per l'Ergonomia costituisce uno strumento utile. Viceversa, siccome l'obiettivo della formazione-intervento è quello di attivare un processo progettuale che persegua il miglioramento nei campi dove opera, ne consegue che per la formazione-intervento l'Ergonomia costituisce un riferimento valoriale per l'obiettivo da perseguire.
Siccome la formazione-intervento interviene per il miglioramento della qualità della vita degli esseri viventi nei contesti dove vivono e operano, che è lo stesso obiettivo che si pone l'Ergonomia, l'una alimenta l'altra e viceversa. La formazione-intervento interviene in organizzazioni complesse, come quella che va sotto il nome di Organizzazione Territoriale, e l'Ergonomia ha formalizzato la figura dell'ergonomo specializzato in Ergonomia del Territorio con la norma UNI 11.934 del 2024.
Siccome la formazione-intervento interviene per il miglioramento della qualità della vita degli esseri viventi nei contesti dove vivono e operano, che è lo stesso obiettivo che si pone l'Ergonomia, l'una alimenta l'altra e viceversa. La formazione-intervento interviene in organizzazioni complesse, come quella che va sotto il nome di Organizzazione Territoriale, e l'Ergonomia ha formalizzato la figura dell'ergonomo specializzato in Ergonomia del Territorio con la norma UNI 11.934 del 2024.






