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Ergonomia Sociale (cliccare sulle voci sotto per approfondimenti)

L'ergonomia sociale è un approccio multidisciplinare che estende i principi ergonomici classici (adattamento del lavoro all'uomo) al contesto sociale, puntando a migliorare benessere, sicurezza e coesione sociale. Si concentra sulla progettazione di sistemi organizzativi e sociali che supportino la salute fisica, psichica e relazionale delle persone.
Essa integra le politiche di welfare con l'ergonomia per analizzare e migliorare i contesti di vita e di lavoro, orientandosi verso la sostenibilità e la promozione del benessere sociale.Essa sviluppa studi e interventi volti al benessere, adattando le politiche ai bisogni sociali in evoluzione. L'approccio cerca di ottimizzare l'interazione tra l'individuo e il sistema organizzativo, considerando aspetti come la motivazione, la comunicazione e la gestione dello stress. L'Ergonomia è vista cioè come uno strumento chiave per il benessere complessivo, non solo fisico. Esso cerca di applicare i principi di adattamento del sistema all'uomo non solo alla postazione di lavoro, ma all'intero ambiente di vita, garantendo un'interazione più confortevole e sicura.

Per realizzare progetti di Ergonomia sociale bisogna circoscrivere un territorio di riferimento e trasformarlo in un'Organizzazione Territoriale
Per realizzare i progetti e coinvolgere i cittadini nel realizzarli bisogna utilizzare la metodologia della formazione-intervento.
Per motivare i decisori che vivono sul territorio, in primis gli Amministratori Locali. a costituire un'Organizzazione Territoriale e a sviluppare dei progetti ergonomici è necessario procurare dei finanziamenti e interessare tutti a uno scopo condiviso. agli inizi degli anni 2000, la scusa era quella di dover istituire lo Sportello Unico per le attività produttive e il Marketing territoriale finalizzato ad attrarre investimenti sui territori.
Dopo vent'anni lo scopo può essere reinterpretato dai Cammini o dagli Itinerari Culturali Europei che richiedono un'integrazioe tra Comuni, il rispetto di regole comuni e il coinvolgimento di tutti gli attori che caratterizzano un territorio.
Di seguito diamo un cenno di queste tre cose. L'Organizzazione Territoriale, la Metodologia della Formazione-Intervento e dei Cammini.
L'Organizzazione Territoriale
Per occuparsi di Ergonomia sociale bisogna circoscrivere un contesto d'azione che consenta di condividere le azioni da perseguire per garantire una qualità di vita accettabile per tutti gli esseri viventi che vi risiedono o che entrano in contatto con esso. Gli uccelli che dall'Africa, ogni anno, migrano verso il Nord Europa, si fermano a Ventotene per riposare, nutrirsi e ripartire. L'isola è attrezzata per rispondere alle loro esigenze e consentire, dai tempi dei tempi, che questa permanenza sia soddisfacente.
Allo stesso modo i territori vanno circoscritti e va costruita un'organizzazione che consenta di gestire le risorse interne e di perseguire una strategia che consente loro di vivere in modo soddisfacente.
Nasce cioè la necessità di costituire quella che chiamiamo "Organizzazione Territoriale".
Il modello è stato messo a fuoco e proposto da Renato Di Gregorio. La sua prima sperimentazione è stata fatta in Sardegna alla fine degli anni '90, grazie al Progetto Territorio, ed è stato presentato in un famoso Convegno organizzato al CNEL nel 2000.
Esso parte dal presupposto che tale Organizzazione possa essere costituita aggregando un certo numero di Comuni che condividono un'area territoriale distintiva e trovando forme di integrazione interorganizzativa che cosentano a tutte le organizzazioni presenti nell'area di operare in modo integrato e rispondente alle strategie da perseguire per far vivere in modo soddisfacente i cittadini che sono i membri di questa nuova organizzazione.
Una volta costituita l'Organizzazione Territoriale è più facile attivare processi di Ergonomia sociale per migliorare le condizioni di vita all'interno di questa Organizzazione e di responsabilizzare i cittadini stessi nel determinare tali condizioni.
Per questo motivo il modello dell'Organizzazione Territoriale è la precondizione per sviluppare interventi di Ergonomia sociale.

La Formazione-Intervento
Fare interventi di Ergonomia Sociale dentro le Organizzazioni Territoriali richiede l'uso di metodologie opportune che consentano di sviluppare progetti partecipati che servano pure a sviluppare quel necessario apprendimento che consenta ai cittadini di un territorio di diventare anche membri dell'Organizzazione Territoriale e responsabili del perseguimento di strategie condivise di azione.
La Metodologia della Formazione-Intervento ha proprio questa caratteristica perchè consente di sviluppare il necessario apprendimento di essere membro dell'Organizzazione Territoriale e, al tempo stesso, di partecipare allo sviluppo di progetti di Ergonomia sociale per migliorare le condizioni di vita della comunità locale.
I Cammini
I Cammini sono un valido pretesto per costituire Organizzazione Territoriali, per legare Organizzazioni Territoriali diverse che condividono lo stesso Cammino e per sollecitare i Cittadini di un Territorio a svolgere tutte quelle attività che rendono sicuro e piacevole il viaggio di un Camminatore e conseguentemente a migliorare tutte le condizioni del loro vivere quotidiano.
Per tale motivo chi si occupa di Ergonomia Sociale si occupa pure di Cammini.
La consacrazione dell'UNI nel 2024
Nel 2024 l'UNI (Ente di Normazione Italiana) formalizza la figura professionale dell'Ergonomo e identifica nove specializzazioni.
Due qualifiche illustrano il lavoro tipico dell'Ergonomia Sociale:
  • Ergonomia for all
  • Ergonomia del Territorio
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Adriano Olivetti è partito nel modificare la catena di montaggio della fabbrica costruita dal padre Camillo. prima della prima guerra mondiale. Murrel conia la parola "Ergonomia" dopo gli studi effettuati alla fine della seconda guerra mondiale. Consulenti competenti in varie discipline hanno lavorato sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei processi produttivi negli anni '70 in Italia, dopo l'autunno caldo del 1969, e hanno costituito Associazioni e Strutture qualificando con il nome di Ergonomo coloro che hanno continuato a lavorare sul miglioramento della qualità di vita di lavoro nelle imprese industriali. L'interazione con colleghi architetti ed esperti di design, ha consentito di sviluppare la loro attività per migliorare sia gli ambienti di vita che gli oggetti che le persone usano. Adriano Olivetti ha seguito la stessa evoluzione passando alla realizzazione di prodotti e ambienti espositivi eleganti ed efficaci. Gli Ergonomi italiani, negli anni 2000 sono andati concependo il Territorio come un'Organizzazione e hanno cominciato a lavorare sul miglioramento della qualità di vita al loro interno usando i principi ergonomici, come avevano fatto nelle Organizzazioni di varia natura dove avevamo maturato le loro esperienze. Anche Adriano Olivetti ha fatto la stessa cosa, dopo la seconda guerra mondiale. Gli esempi di Pozzuoli e di Matera sono dimostrazioni palesi di questa sua evoluzione e giustificano la nostra maturata cinquant'anni dopo.
Nella nota che è allegata troverete la relazione che Renato Di Gregorio ha fatto a Matera l'11 di aprile del 2026 proprio nel Convegno organizzato per fare questo confronto e indicare Adriano Olivetti come referente degli Ergonomi e in particolare di quelli che sono partiti dalle imprese e sono arrivati al sociale, con l'obiettivo di lavorare per perseguire il benessere degli esseri umani e di tutti gli altri esseri viventi con cui essi condividono la vita su questa Terra.